Chi sono gli italiani che donano….

…e voi conoscete i vostri donatori?

In occasione della giornata del dono celebrata il 4 ottobre scorso, l’Istituto Italiano della Donazione ha reso noti i risultati sintetici di alcune ricerche commissionate in materia di donazioni.

Uno degli aspetti toccati da una di queste ricerche ha riguardato “I profili degli italiani che donano”. La nota diffusa dall’IID sul proprio sito istituzionale riporta come

“L’indagine ha anche tracciato un profilo dei donatori italiani: si tratta principalmente di persone di età adulta o matura (dai 45 anni in su) con risorse culturali ed economiche elevate ed accentuata presenza femminile. Tra le professioni si evidenziano i dirigenti e gli impiegati di alto livello. Data l’età, si registrano pensionati, famiglie in un ciclo maturo (con figli grandi) e persone che vivono da sole. “I donatori italiani – ha commentato Paolo Anselmi – sono persone sicure di loro stesse e delle proprie capacità, che approcciano la vita con apertura, coinvolgimento ed interesse verso ciò che accade nel mondo. Sono soddisfatte della propria vita e dei traguardi che hanno raggiunto: di conseguenza investono tempo ed energie sia nella sfera privata (famiglia, amici, viaggi, attività fisica, cultura..), che in quella sociale. Sono spesso impegnate in attività di volontariato e mostrano una spiccata sensibilità verso le tematiche di natura etica ed ambientale. Il tempo libero viene trascorso in modo attivo fra molteplici interessi culturali, come la visita a musei, la lettura, gli spettacoli teatrali e passatempi attivi. Anche la loro esposizione ai mezzi di comunicazione è positiva: coerentemente con il profilo psicografico – curiosità, ricerca di informazioni e molteplici interessi culturali – si tratta di persone con una dieta mediatica eterogenea, caratterizzata dalla lettura sia della stampa quotidiana che di magazine”.

Ma qui arriva il bello, quanto la tua organizzazione conosce i propri donatori? Il discorso sulla profilazione verte almeno su due aspetti: un primo aspetto riguarda la definizione delle ‘personas’. Sì, non abbiamo sbagliato a scrivere, vogliamo dire proprio ‘personas’. Non basta infatti segmentare il proprio pubblico in categorie (ad esempio, in base all’età, al sesso, alla professione, agli interessi ecc.), non basta definire il proprio target scegliendolo tra quelli identificati nel lavoro di segmentazione, ma è ormai indispensabile – anche per i donatori – definire le personas, descrivendone le caratteristiche idealtipiche anche in base ai dati che si hanno a disposizione. La domanda di fondo che muove la definizione delle personas è ‘di cosa ha bisogno il mio donatore?’

Per questo è utile avere un progressivo tracciamento e monitoraggio del comportamento del donatore, fin dal momento in cui è semplicemente una persona interessata, un contatto e naturalmente poi ancor di più quando diventerà donatore o magari donatore ripetitivo, regolare ecc. Ogni comportamento, ogni elemento ulteriore di conoscenza è prezioso. Sia per affinare la definizione delle personas (questa vi aiuterà a costruire meglio le vostre strategie di raccolta fondi e di promozione delle campagne), sia per conoscere in maniera puntuale il singolo donatore e implementare una strategia di comunicazione, promozione e raccolta fondi completamente personalizzata.

Oggi esistono modalità (es. noi di Myfundraising utilizziamo la ‘donor automation’) che consentono di lavorare su questi aspetti, ottimizzando le risorse investite nella raccolta fondi e nella comunicazione promozionale, e di acquisire e ragionare attorno ad informazioni sul comportamento del vostro utente donatore.

Perdona ora la domanda retorica, ma non possiamo fare a meno di farla: Vuoi davvero fare un salto di qualità (e con tutta probabilità anche di quantità) nella raccolta fondi per la tua nonprofit? È il momento di investire su questo aspetto. E se il proposito è davvero convinto, parti da subito, non puoi più rinviare pensando che ormai la prossima campagna è già impostata (se fai così non comincerai mai!), dedica subito energie e risorse sufficienti alla ricerca sulla profilazione dei donatori e all’impostazione di una database che ti faccia conoscere e monitori il comportamento di ciascuno dei tuoi donatori. Se ti abbiamo convinto, non resta che contattarci!